Pecoraro: “Gli insulti contro Marina Rinaldi sono una ferita per tutto lo sport. Sessismo e violenza verbale non possono essere tollerati”
“Esprimo piena solidarietà a Marina Rinaldi, allenatrice della Longobarda Valle dell’Irno, vittima di insulti sessisti e discriminatori durante una partita del campionato di Terza Categoria in provincia di Salerno.
Quanto accaduto non può essere minimizzato. Il carattere sessista delle offese è stato riconosciuto anche nel referto del giudice sportivo, che parla esplicitamente di ‘insulti sessisti’ rivolti all’allenatrice ospite. È da qui che bisogna partire: chiamare le cose con il loro nome, senza ambiguità o normalizzazioni.
Quando una donna viene insultata o delegittimata pubblicamente per il proprio genere o la propria identità, non siamo davanti a una semplice degenerazione del tifo, ma a un problema culturale ancora presente nel mondo dello sport e, in modo particolare, del calcio.
Lo sport dovrebbe essere luogo di rispetto, inclusione e libertà. Troppo spesso, invece, diventa spazio di aggressività ed esclusione verso chi rompe stereotipi o rivendica il diritto di vivere liberamente la propria identità.
Per questo serve un intervento strutturale che coinvolga federazioni, società sportive, scuole calcio, dirigenti, allenatori e atleti. Non bastano le sanzioni economiche: occorrono formazione obbligatoria sul rispetto delle differenze e strumenti più efficaci per riconoscere e contrastare ogni forma di discriminazione.
Le istituzioni hanno il dovere di prendere posizione con chiarezza. Nessuna persona deve sentirsi sola o non legittimata nello sport.
La Campania deve essere terra di diritti, rispetto e inclusione. Lo sport deve tornare a essere uno spazio sicuro per tutte e tutti”, così l’Assessora alle Pari opportunità Claudia Pecoraro.





